Stampa

Melograno: un progetto ambizioso


La scorsa settimana si è tenuta presso la cooperativa La Mediana di Terracina un seminario dal titolo “Melograno: un progetto ambizioso” organizzato dalla cooperativa Earth Link Project in collaborazione con la CIA Lazio.

Diversi relatori molto qualificati sono intervenuti  di fronte a circa un centinaio di produttori agricoli locali facenti parte della CIA regionale. I diversi relatori hanno messo a valore differenti prospettive lavorative, esperienze e competenze professionali, i cui elementi principali intendiamo riportare in questo articolo relativamente alle opportunità produttive, alle tendenze di di mercato e alle proprietà benefiche del frutto e dei suoi possibili utilizzi in differenti ambiti.

L’agronomo Matteo Nimis, della cooperativa Earth Link Project, ha spiegato gli aspetti biologici della pianta, sottolineando quanto questa enorme opportunità costituisca una possibilità per creare nuove opportunità di lavoro in rete tra produttori e trasformatori costruendo solida filiera corta che dà un grande valore aggiunto al prodotto, approfondendo successivamente le tecniche di coltivazione e le possibilità nell’ambito della produzione biologica del melograno.

L'agronomo Giuseppe Iannella si è invece concentrato su una relazione articolata attorno alle innovazioni produttive rispetto ai macchinari per la trasformazione del melograno, sottolineando le molteplici proprietà  del frutto, capace di garantirsi un mercato sia in ambito culinario che in relazione alla produzione di cosmetici.

Bruno Baldanzini, agronomo della cooperativa Earth Link Project ed esperto conoscitore del territorio in questione, è intervenuto enumerando le varietà disponibili della pianta, le specifiche potenzialità delle diverse tipologie esistenti in relazione al territorio ed i relativi costi di investimento. Mauro Ravalli, agronomo ed esperto di costituzione di impresa agricola, libero professionista che da anni collabora con la Regione Lazio, ha approfondito invece gli aspetti legati all’assetto societario individuando possibili fonti e canali di finanziamento, mentre Sandro Fedeli, esperto del commercio ortofrutticolo di Evoluzione Impresa ed in sinergia con Aziende Aperte nel Lazio, ha posto l’attenzione di tutti i presenti sulle potenzialità del mercato del melograno e sulle opportunità di commercializzazione.

Affrontare questa sfida ambiziosa, coraggiosa ma certamente carica di prospettive per quanto riguarda un paese come l’ Italia in cui il melograno non viene prodotto ma solo importato, rappresenta una opportunità interessante per tutti i produttori agricoli. Ci troviamo infatti davanti ad un processo di espansione della domanda significativo: il trend europeo di crescita del 20 per cento annuo  ci segnala in maniera inequivocabile le potenzialità di mercato del melograno. Fino ad ora i maggiori paesi produttori ed esportatori (ed i principali da cui l’Italia importa) sono infatti la  Turchia, la Spagna e Israele, mentre a livello di produzione complessiva l’ Iran è il secondo produttore dopo la Cina.

Proprio attorno alle tendenze di mercato in Italia si è incentrata la relazione di Emanuele De Luca, giovane ricercatore della cooperativa Earth Link Project, che ha presentato i primi dati, ancora parziali, rispetto al consumo del melograno, frutto di una prima elaborazione dei dati di una indagine di mercato a scaffale sui consumatori. L’indagine, ancora in corso, si sta svolgendo presso supermercati di Roma, Milano e Napoli.

I questionari distribuiti si concentrano su una serie di questioni rispetto alle quali è stato possibile individuare alcune prime tendenze, in attesa dell’elaborazione finale dei dati una volta terminata la somministrazione dei questionari. In Italia viene consumato principalmente il melograno in quanto  frutto e trasformato in forma di succhi e bevande, vi è mediamente una buona conoscenza  diffusa rispetto alle proprietà vitaminiche e antiossidanti, l’uso in ambito cosmetico è poco diffuso ma potenzialmente in crescita, mentre grande è l’attenzione e la richiesta di coltivazioni biologiche, infatti oltre la metà degli intervistati ha sottolineato questo aspetto.

L’obiettivo del convegno è stato quello di presentare le opportunità offerte dalla coltura del melograno, le sue potenzialità a partire dalla possibilità di avviare, ed in una fase successiva espandere, il processo di coltivazione e trasformazione del frutto in questione. 

I diversi produttori si sono mostrati molto interessati a conoscere le potenzialità della produzione agricola legata al melograno, ed hanno partecipato con attenzione e curiosità, spirito di intraprendenza e interesse al convegno attorno alle proposte di nuove piantagioni di melograno utili sia per combattere la crisi del settore agricolo, quanto per incrementare un metodo alternativo e naturale nella prevenzione dei tumori, sfruttando così alcune delle varie e straordinarie qualità energetiche del frutto.

E’ importante sottolineare che il succo di melagrana rallenterebbe la progressione del tumore alla prostata, che previene le disfunzioni dell'apparato sessuale maschile, concorre a ridurre lo sviluppo del cancro ai polmoni e la proliferazione delle cellule cancerogene del seno. L'azione degli antiossidanti e dei polifenoli combatte inoltre il cancro della pelle, potenzia la circolazione cardiovascolare, previene il diabete e dimezza le proteine killer dell'Alzehimer. Accanto a questi aspetti, ci troviamo davanti ad una nuova prospettiva di rilancio dell’agricoltura, di potenziamento della filiera corta, della produzione biologica e della innovazione produttiva nell’ambito agricolo.