Camorra: tutelare gli allevatori bufalini. La Cia pronta a costituirsi parte civile nella vicenda del caseificio Mandara
Il presidente Politi: piena fiducia nella magistratura. Chi produce latte non può essere penalizzato oltremisura. Accertare subito le responsabilità, anche per scongiurare possibili strumentalizzazioni che possono causare danni al comparto.
“L’operazione ‘Bufalo’ condotta dalla Dia e dal Noe dei carabinieri di Napoli, che ha portato all’arresto di Giuseppe Mandara e al sequestro del patrimonio aziendale del gruppo caseario, costituisce una fondamentale azione di tutela del comparto e del marchio Dop, ma soprattutto contribuisce a svelare tutta la spregiudicatezza criminale di chi si è messo al servizio dell’illegalità ai danni dei consumatori e dei produttori onesti”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, spiegando che “ora sono proprio gli allevatori bufalini che hanno più bisogno di garanzie e di risposte certe, trovandosi coinvolti indirettamente nella vicenda con l’unica ‘colpa’ di conferire il latte al noto caseificio campano”.



Dal Lazio vengono consegnati allo stabilimento di Mandara circa 700 quintali di latte al giorno. La lettera del commissario giudiziario dott. Esposito ci rassicura nell’immediato, ma non possiamo non pensare con preoccupazione al futuro di questo settore che, nel Lazio, rappresenta fatturati importanti e un indotto che, fino a ieri, riusciva a far fronte, anche se a costo di enormi sacrifici, alla crisi economica. Così si è espresso sulla questione del sequestro del patrimonio aziendale del gruppo caseario il Presidente della Cia del Lazio Alessandro Salvadori.
La Cia Lazio sottolinea la necessità di garantire tutte le strategie necessarie ad assicurare potenzialità di crescita per il comparto agro-alimentre laziale.











