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G8: Cia, più agricoltura per sfamare il pianeta

Nella giornata inaugurale del vertice de L’Aquila, il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al premier Silvio Berlusconi e ai ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Politiche agricole Luca Zaia. Un forte impegno per un coinvolgimento diretto ed attivo degli imprenditori agricoli nel processo di definizione di un nuovo sistema agroalimentare mondiale. Tradurre in atti concreti le indicazioni emerse dal “G14” degli agricoltori promosso dalla Confederazione e dalla Fipa e che sono state recepite dal “G8” dei ministri dell’Agricoltura dell’aprile scorso. Politiche propulsive per i Paesi in via di sviluppo.  

“Più agricoltura e agricoltori reali protagonisti per un’effettiva sicurezza alimentare”. Con queste parole il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi lancia un vibrante appello, contenuto in una lettera, al premier Silvio Berlusconi e ai ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, affinché nel “G8” de L’Aquila venga posta attenzione ai problemi del settore agricolo e al suo ruolo centrale per contrastare la fame nel Pianeta.

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Presentato in Arsial il rapporto sull’agricoltura del Lazio

E’ un quadro che desta qualche preoccupazione, sebbene non manchino alcuni segnali positivi, quello che emerge dall’analisi congiunta condotta da Arsial con l’Università di Cassino sull’agricoltura regionale.

Combinando i dati Istat più recenti, relativi al periodo 2000-2007, con un’indagine ad hoc condotta su un campione originale di 524 aziende distribuite sul territorio regionale, l’Osservatorio sulle imprese di Arsial e l’Università di Cassino cercano di tracciare un quadro delle modifiche strutturali che hanno investito negli anni più recenti il settore agricolo laziale interrogandosi, anche alla luce della percezione registrata presso gli operatori del settore, sulle principali tendenze in atto e sulle prospettive del prossimo triennio.

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Maltempo: ingenti danni all’agricoltura. Urgente il finanziamento del Fondo di solidarietà

E’ soprattutto la grandine a causare le conseguenze più gravi. Distrutti molti frutteti. Devastati vitigni e anche coltivazioni orticole. Colpiti grano ancora non raccolto e mais. Il presidente della Cia Giuseppe Politi, nel corso di una manifestazione in Basilicata, sollecita il governo a trovare un’immediata soluzione. Gli agricoltori non possono continuare ad operare nell’incertezza. 

 Il maltempo sta mettendo in ginocchio l’agricoltura in molte regioni. E’ soprattutto la grandine a provocare i danni maggiori che, ormai, si contano in milioni di euro. Molti sono i frutteti andati completamente distrutti. Ma conseguenze si hanno anche per i vitigni, gli ortaggi (in particolare pomodori), per le coltivazioni di angurie e meloni, per il grano ancora non raccolto e per il mais.