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La Conferenza nazionale è un’opportunità troppo importante che non va abbandonata

Il presidente della Cia Giuseppe Politi riafferma il significato strategico di questo appuntamento. Chiesto al ministro Luca Zaia di mantenere l’impegno preso ad inizio legislatura. Bisogna sviluppare un adeguato confronto per delineare rinnovate politiche agricole del nostro Paese.

 

“Serve subito un progetto di politica agraria. La nuova situazione nella quale si trova costretta ad operare l’agricoltura italiana, le difficoltà economiche, il calo dei redditi e la crescita dei costi delle imprese, gli effetti della globalizzazione, le ripetute tensioni sui mercati mondiali, la riforma della Pac, la presenza di nuovi e più agguerriti competitori, le mutate esigenze dei consumatori, la mancanza di chiare ed efficaci scelte di politica economica rivolte al sostegno del settore primario, impongono rinnovate scelte strategie.

 

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Un miliardo di affamati mai così tanti nel mondo

La FAO: emergenza nelTerzo mondo ma anche nelle periferie di Europa ed USA (di Federico Rampini)

Per la prima volta nella storia umana soffre la fame più di un miliardo di persone, un sesto della popolazione del pianeta. È la stima della Fao, l'agenzia dell'Onu per l'agricoltura e l'alimentazione.
"La sicurezza alimentare è sicurezza tout court - dice Josette Sheridan del World Food Programme - Un mondo affamato è un mondo pericoloso per tutti". La recessione globale è una causa di questo pesante peggioramento: oggi ci sono cento milioni di affamati in più rispetto al 2008. Un altro fattore cruciale è l'inflazione delle derrate agroalimentari che colpisce soprattutto i Paesi in via di sviluppo. Se in Occidente i prezzi sono in flessione, nel Terzo mondo i generi alimentari restano del 24% più cari rispetto al 2006, un onere insostenibile per il potere d'acquisto.

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Grano: è una vera “debacle”. Crollo di semine e rese. Subito un Patto di filiera

La Cia disegna una situazione sempre più grave. Sia per il frumento duro che per quello tenero si assiste ad uno scenario drammatico. I produttori in grande difficoltà con costi estremamente pesanti. Costituire al più presto una seria interprofessione del settore. Occorre una rapida approvazione del Piano di settore cerealicolo.

 

Per il grano “made in Italy” è una vera “debacle”. Il 2009 sarà ricordato come uno degli anni più difficili per questo importante comparto agricolo. Per il “duro” gli ettari seminati sono diminuiti di circa il 30 per cento rispetto al 2008, le rese dei primi raccolti evidenziano un calo tra il 15 e il 20 per cento, mentre i prezzi sul campo registrano un drammatico crollo: oltre il 45 per cento nei confronti della precedente campagna produttiva.