Ignazio Messina_Un Lessico Comune per l'Agricoltura

IGNAZIO MESSINA

Nato in una famiglia di giuristi, magistrati e docenti universitari, dopo la laurea con lode in Giurisprudenza, nel 1988 fonda un gruppo giovanile vicino alle posizioni dell'allora Sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Nel 1991 è tra i fondatori de La Rete, movimento per il quale è candidato alle elezioni regionali in Sicilia e nel 1993 è eletto sindaco del Comune di Sciacca.

Nel 1997 si ripresenta alle elezioni comunali con una lista civica denominata "Lista Messina" e con l'appoggio di Rifondazione Comunista viene rieletto.

Nel 1998 aderisce all'Italia dei Valori di cui diviene portavoce regionale fino al 2003.

Nel 1999 il suo mandato da Sindaco viene interrotto da una mozione di sfiducia approvata dal Consiglio Comunale; in seguito a ciò Leoluca Orlando tiene un comizio a difesa di Messina ed accusa i consiglieri comunali della città di collusione con la mafia: per quella vicenda l'allora Sindaco di Palermo fu condannato, con sentenza definitiva, per diffamazione.

Alle elezioni politiche del 2001 Ignazio Messina è candidato alla Camera dei deputati nella Lista Di Pietro-Italia dei Valori nella circoscrizione Sicilia 1 in quota proporzionale ed anche nel collegio uninominale di Sciacca dove raccoglie 4.301 voti e non viene eletto. Nel 2002 si fa promotore di una iniziativa per istituire Sciacca come decima Provincia siciliana, ma la proposta finisce nel nulla.

Nel 2004 si ricandida come Sindaco del Comune di Sciacca, ripresentando la "Lista Messina" e con l'appoggio di Rifondazione Comunista e Verdi, ma non riesce a superare il primo turno. Eletto consigliere comunale, al ballottaggio fa apparentare la lista portante il suo nome con la coalizione di destra che sostiene il candidato Sindaco di Forza Italia ed è determinante per la sua vittoria, a scapito di tutto il resto del cartello di centrosinistra (compresi Verdi e Rifondazione Comunista, suoi alleati al primo turno). Messina diventa vicepresidente del Consiglio Comunale e sostiene la maggioranza per tutto il mandato.

Alle elezioni politiche del 2006 è candidato al Senato della Repubblica nelle liste bloccate dell'Italia dei Valori nella circoscrizione Sicilia e nella circoscrizione Veneto, come numero 2 dietro Franca Rame, non risultando però eletto.

Alle elezioni politiche del 2008 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Italia dei Valori nella Circoscrizione Sicilia 1 e va a ricoprire il ruolo di responsabile nazionale degli enti locali dell'IdV. Nello stessa tornata elettorale è candidato alle elezioni regionali in Sicilia con la lista dell'Idv nel collegio di Agrigento, dove raccoglie 265 preferenze

 

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