Stampa

La CIA Lazio dice NO all’IMU: colpisce la produttività e non la proprietà

Importante presa di posizione della CIA Lazio per voce del suo presidente Alessandro Salvadori sottolinea l’inaccettabilità di questa misura fiscale che va ad indebolire un settore già fortemente colpito. Lo stesso presidente comunica che la CIA Lazio inviterà a breve tutti i Comuni della regione a prender posizione in difesa del bene comune agricoltura contro questa stortura fiscale. A fronte di ciò viene riconosciuto un importante ed efficace lavoro di confronto e progettazione da parte del Ministro Catania nell’ambito agricolo, scarto notevole rispetto alle esperienze precedenti.


I provvedimenti varati dal Governo Monti in materia di agricoltura rischiano di affossare pesantemente il comparto primario. Appare evidente difatti che, a fronte di un importante decreto sulle semplificazione, dell’elevata disponibilità in termini di confronto e di progettualità fattivamente espressa dal Ministro Catania e da un’oggettiva efficace competenza professionale e politica di questo Governo rispetto alle inarmoniche ed inefficaci esperienze dei Ministeri precedenti (tre Ministri differenti in due anni bruciano ancora sulla pelle degli imprenditori agricoli), le attuali scelte sulla fiscalità in agricoltura rappresenteranno un durissimo e forse irreversibile colpo per il nostro settore.

I dati forniti dalla CIA dimostrano come le imprese saranno costrette a sborsare quest’anno oltre 1,5 miliardi di euro; sarebbe un colpo micidiale per un settore che già fa i conti con costi produttivi, contributivi e burocratici ingenti e ulteriormente appesantiti dai continui rincari del prezzo del gasolio agricolo, che ha raggiunto livelli insostenibili. Servono, quindi, risposte immediate e valide sull’IMU per i fabbricati rurali e sulla rivalutazione degli estimi catastali sui terreni agricoli.

È inaccettabile la logica di fondo delle nuove disposizioni fiscali: così intesa l’IMU colpirà direttamente gli agricoltori e andrà ulteriormente ad aggravare una situazione di crisi che visto il reddito netto diminuire in termini reali di oltre 15% in dieci anni.

Le nuove disposizioni, stravolgono il regime fiscale degli immobili agricoli, siano essi terreni o fabbricati, imponendo un aggravio fiscale in particolare sugli immobili utilizzati per lo svolgimento dell’attività agricola, con ricadute negative sui costi della produzione e con il rischio di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’impresa.

Riteniamo che si debba sempre ricordare, anche in un contesto di crisi, la funzione non solo strategica dell’agricoltura, ma anche la sua funzione sociale imperniata in primis sulla salvaguardia del territorio,

Ribadito ciò, in questo contesto di difficoltà e rilancio del Paese i nostri imprenditori vogliono comunque continuare a contribuire al processo in atto di risanamento del sistema Italia, ma non si può pretendere che il nostro settore divenga la cassa dalla quale attingere, in modo sproporzionato, per il risanamento della finanza pubblica.

La CIA Lazio per voce del suo presidente Alessandro Salvadori dichiara che “La nostra Organizzazione non può accettare l’introduzione di questa IMU vessatoria. Il nostro comparto, soprattutto in una regione come il Lazio, caratterizzata da una ridotta SAU media, è da sempre strutturato su un’elevata patrimonializzazione e su una scarsa redditività. Appare per cui logico che in questo modo non si va a tassare la proprietà, ma si tassa la produttività. Ebbene, la CIA Lazio non può accettare la ratio per cui l’agricoltura diventi un salvadanaio di un sistema che negli anni ha dato sempre poco, se non pochissimo, al nostro comparto. Nella bilancia tra il dare e avere le nostre imprese sono sicuramente in credito, per questo siamo pronti a manifestare con forza e radicalità il nostro dissenso a questo scellerato piano fiscale”.

Il presidente Salvadori continua dichiarando che "da qui a pochi giorni tutti i Comuni del Lazio saranno invitata attraverso una lettera dell’Organizzazione a prendere realmente posizione in difesa del bene comune agricoltura contro questa stortura fiscale”.

Salvadori conclude sottolineando “I nostri imprenditori hanno bisogno di un serio piano di rilancio del settore che veda il Governo, organizzazioni e imprese protagonisti: l’operato del Ministro Catania sembra andare in questo senso. Non vorremmo che la scelta del Governo sull’IMU ne possa condizionare negativamente l’iter".

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna