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Servizi ed export le sfide necessarie per imprese. Preoccupante calo del sostegno pubblico

A seguito della presentazione dei volumi  curati da INEA “Annuario dell’agricoltura italiana ” e “Il commercio con l’estero dei prodotti agroalimetari” avvenuta presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali l a Cia Lazio oltre ad evidenziare le notevoli ombre che hanno caratterizzato le scelte politiche ed economiche che hanno riguardato il comparto primario, si sofferma sulla necessità di rilancio dell’intero settore che non può prescindere dalla capacità delle imprese di percorrere la strada dell’internazionalizzazione e di connotarsi  sempre più in ottica multifunzionale.


I dati che emergono dall’analisi svolta dall’INEA sull’intero decennio trascorso delineano un quadro dalle tinte fosche che vede l’agricoltura ridurre sempre più il proprio peso specifico, sia in termini di scelte strategiche che di valore aggiunto nel sistema Italia. D’altronde, evidenzia  la Cia Lazio, l’alternarsi di 3 ministri nel precedente governo non può far altro che evidenziare quanto poco sia stato considerato importante il nostro comparto.

 

Purtroppo questa analisi viene suffragata da dati oggettivi che vedono una riduzione del 32,2% delle aziende agricole, a cui fa fronte un più modesto, ma sempre preoccupante calo della SAU (- 2,3%). Ugualmente negativo è il dato che sancisce una riduzione netta del reddito per gli imprenditori che si attesta ad un – 14,&% in termini reali.

E questi elementi producono, inevitabilmente, una significativa riduzione del valore aggiunto agricolo sul valore aggiunto dell’economia italiana che dal 3% del 2000 si attesta all’attuale 2,2%.

Il vero “allarme rosso” che delinea in modo paradigmatico la scarsa attenzione  (o voluto disinteresse?) che ha ricevuto l’agricoltura italiana dai Governi che si sono succeduti dal 2000 al 2010 è dato dal crollo verticale  del sostegno pubblico (- 14,6%). Questo dato diviene, se possibile, ancora più preoccupante allorché lo trasliamo sul piano regionale (in particolare quello laziale) in cui i finanziamenti delle Regioni sono calati drasticamente sostituiti dai trasferimenti di fonte UE (la domanda appare retorica: è possibile immaginare lo sviluppo di una reale politica di sviluppo se un assessorato non possiede risorse proprie a bilancio?).

Nonostante questo quadro non propriamente positivo alcuni dati lasciano individuare importanti traiettorie per un rilancio del settore.

In primo luogo il peso rivestito dalle attività dei servizi e secondarie che si attestano al 13,2% sulla composizione della produzione agricola (più del comparto del latte 9,8% e poco meno di patate ed ortaggi 15,1% ) individuano nella cornice della multifunzionalità e della sostenibilità una importante strategia di crescita.

Contestualmente la crescita delle produzioni biologiche (oltre 1,1 milioni di ettari coltivati sulla nostra penisola), e l’aumento di consumatori di produzioni certificate (sicurezza, qualità ma anche ambientali ed etiche) caratterizza una strutturale modifica nella composizione dei consumi nell’arco temporale che va dal 2000 al 2010. Alla diminuzione nel consumo di oli e grassi, prodotti ittici e lattriero-caseari fa da contraltare una crescente segmentazione dei consumi e la costante ricerca di prodotti a maggior contenuto di servizio, tipici a marchio e di alimenti funzionali

Allo stesso modo il 2010 si è caratterizzato con una netta ripresa degli scambi internazionali ed in particolare delle esportazioni dei prodotti italiani (+ 16%). Proprio il percorso dell’internazionalizzazione, soprattutto attraverso la capacità di scandagliare e penetrare nei nuovi mercati rappresenta una delle scommesse principali per  aziende.

Appare evidente, però, che per affrontare queste sfide è necessario da un lato il lavoro e l’operato del “sistema-Paese”, dall’altro la volontà e la capacità degli imprenditori di percorrere questa strada. Dal canto suo la Cia Lazio sta per promuovere una serie di corsi e seminari di alta formazione (www.cipaatlazio.it) rivolti agli imprenditori proprio per fornire ulteriori strumenti necessari ad affrontare le sfide attuali.

Infine è importante sottolineare come  una indubbia dinamica positiva ed una crescita in termini di VA e di produttività sia data dalla cooperazione e dall’aumento delle Organizzazioni di Produttori ( + 151% dal 2000 al 2010)