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Più risorse per coprire i rischi alle coltivazioni

ll presidente della Cia Giuseppe Politi interviene a Copenaghen alla Conferenza su “Climate change-Farmers’ Solution” organizzata dalla Fipa e dal Consiglio degli agricoltori della Danimarca. I problemi dell’area del Mediterraneo. Incontri con il ministro danese dell’Agricoltura e con esponenti internazionali del settore . “Le scelte di nuove misure, di investimenti, di tecnologie a favore dell’adattamento e mitigazione devono poter essere guidate dai bisogni degli agricoltori e diversificate sulla base delle diverse condizioni ambientali e climatiche delle aree geografiche. D’altra parte, proprio gli agricoltori sono tra i principali attori del processo di adattamento ai cambiamenti climatici”.
 

E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe che, anche in qualità di presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli), è intervenuto alla Conferenza internazionale su “Climate change-Farmers’ Solution”, che si è svolta a Copenaghen il 27 maggio scorso. L’incontro è stato organizzato dalla Fipa e dal Consiglio degli agricoltori della Danimarca in preparazione della Conferenza dell’Onu che si terrà nel prossimo dicembre, sempre nella capitale danese.

 

Nel suo intervento, il presidente Politi si è soffermato sulle problematiche inerenti il cambiamento climatico nell’area del Mediterraneo e sulle azioni di adattamento delle attività agricole da promuovere e realizzare e sulla necessità di dedicare sempre più risorse finanziarie per coprire i rischi causati dai mutamenti climatici in atto.

“Assistiamo da tempo all’inasprimento delle condizioni climatiche dell’area del Mediterraneo, ma oggi è ormai chiaro che non si tratta di un fenomeno casuale, bensì -ha detto il presidente della Cia- di un modello climatico strutturalmente più incerto, con maggiore intensità e frequenza dei fenomeni atmosferici avversi. Nel Mediterraneo, il problema idrico è di carattere sia quantitativo che qualitativo, la cui soluzione va individuata nella disponibilità di un sufficiente quantitativo di acqua e, allo stesso tempo, nelle possibilità di pieno accesso a tale risorsa, laddove disponibile. Diffondere e modernizzare l’irrigazione dei terreni agricoli, favorire la gestione delle riserve idriche, accrescere l’efficienza d’uso dell’acqua e la riduzione degli sprechi, si traducono rapidamente in incrementi di produttività agricola, con impatto diretto sulla riduzione della povertà nelle aree rurali”.

 

“E’ ormai chiaro che, di fronte alla complessità dei nuovi fenomeni globali, non esista -ha concluso Politi un’unica soluzione, ma un insieme integrato di misure parziali in grado di dare risposte concrete alla strategia di adattamento e mitigazione. Ma è altrettanto chiaro che i soggetti economici pubblici e privati, compresi gli stessi agricoltori, non possono più sottrarsi alla responsabilità dell’azione”.

 

Il presidente della Cia, nell’ambito della Conferenza di Copenaghen, ha incontrato diversi esponenti dell’agricoltura internazionale, con i quali ha avuto modo di confrontarsi sui problemi più attuali che interessano i produttori agricoli, a cominciare dalle difficoltà crescenti per la tenuta del reddito aziendale. Difficoltà determinate dalla generalizzata diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli e dal sempre più insostenibile aumento dei costi di produzione.

Con i dirigenti delle organizzazioni agricole europee, Politi ha affrontato i problemi produttivi e, soprattutto, di mercato, inerenti alcune produzioni dal latte, all’olio di oliva, alle carni e al mercato dei suini.

 

Il presidente della Cia è stato anche ricevuto, nella sede del Parlamento, dal ministro dell’Agricoltura, pesca e alimentazione della Danimarca, la signora Eva Kjer Hansen.

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