Apicoltura laziale: la Cia del Lazio accoglie con favore il respingimento dell’emendamento che rischiava di mettere in ginocchio centinaia di aziende apiarie.

L’impegno dell’Assessore Righini è l’ennesima dimostrazione di una particolare vicinanza al mondo agricolo.

Grazie all’intervento in sede consiliare si è scongiurata la manovra che, se riuscita, avrebbe limitato in modo significativo la libertà di scelta imprenditoriale degli apicoltori, con un risultato di una norma palesemente lesiva del principio di uguaglianza che avrebbe causato oneri e costi considerevoli sul settore fino a depauperarlo in maniera irreversibile.

La tutela della biodiversità non può ridursi a slogan. Proteggere la biodiversità significa salvaguardare l’insieme delle specie, gli equilibri degli ecosistemi e, nel caso dell’apicoltura, anche la diversità genetica all’interno delle popolazioni allevate. In questo quadro, cogliamo con favore la modifica introdotta nel Lazio, che va nella direzione di una gestione più coerente, concreta e rispettosa sia dell’ambiente sia del lavoro degli apicoltori.

Rivolgiamo un ringraziamento all’Assessore Giancarlo Righini, che presiede la Consulta apistica regionale, per aver accolto le richieste espresse dalle imprese del settore attraverso le organizzazioni e le associazioni presenti in Consulta, valorizzando il confronto come metodo di lavoro e di costruzione delle politiche pubbliche.

In accordo con le altre Associazioni e organizzazioni di settore, la Cia del Lazio ritiene che l’emendamento, obbligando gli apicoltori all’utilizzo e all’allevamento esclusivo dell’Ape ligustica, non ha nessuna solida base scientifica o studi specifici sull’ape mellifera che giustifichino tale esclusività. L’imposizione dell’unica specie ligustica nel Lazio porterebbe inevitabilmente a contaminazioni con altre sottospecie, data la pratica del nomadismo interregionale. Inoltre, i processi di selezione e allevamento non sono facilmente gestibili né da apicoltori amatoriali né professionisti, poiché la selezione e la moltiplicazione avvengono naturalmente, spesso attraverso la sciamatura. Queste modalità rendono impossibile un controllo preventivo sulla linea maschile, favorendo l’ibridazione.

Nel Lazio la tutela e la valorizzazione dell’ape italiana – e in particolare della Apis mellifera ligustica – devono restare nell’ambito di una libera scelta imprenditoriale, che può essere solo incentivata ma non obbligata

Info Tesseramento 2026