L’aumento dei costi energetici torna a mettere sotto pressione le aziende agricole. Il presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, a RaiNews24 richiama l’attenzione sulle difficoltà del settore. Da Terra Madre, intanto, arriva un altro messaggio: biodiversità e tutela del territorio devono diventare anche valore economico per gli agricoltori.
Il caro carburante e l’aumento dei costi energetici tornano a pesare sui bilanci delle imprese agricole italiane. Una situazione particolarmente delicata per un settore nel quale l’energia incide su numerose fasi della produzione: dalla lavorazione dei terreni all’irrigazione, dalle serre alla movimentazione delle merci, fino alla conservazione e trasformazione dei prodotti.
A fare il punto sulla situazione è stato Cristiano Fini, presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, intervenuto a RaiNews24 per parlare degli effetti della crisi sull’agricoltura.
Costi in aumento e margini sempre più ridotti
Il problema non riguarda soltanto il prezzo del gasolio. L’aumento dei costi energetici si inserisce in un quadro più ampio nel quale le aziende devono sostenere spese crescenti per fertilizzanti, mezzi tecnici e servizi, mentre i prezzi riconosciuti agli agricoltori non sempre riescono a compensare l’incremento dei costi di produzione.
Per molte imprese agricole, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, la conseguenza è una progressiva erosione dei margini.
Una situazione che rende ancora più urgente intervenire sul riequilibrio della filiera agroalimentare, affinché una quota adeguata del valore generato dai prodotti possa tornare a chi quei prodotti li coltiva e li alleva.
Energia e agricoltura: servono risposte strutturali
La crisi energetica evidenzia ancora una volta la necessità di ridurre la vulnerabilità delle aziende agricole rispetto alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Accanto agli interventi necessari nelle fasi di emergenza, occorre quindi accelerare sulle soluzioni capaci di rendere le imprese più autonome ed efficienti: energie rinnovabili integrate nell’attività agricola, comunità energetiche rurali, innovazione tecnologica e strumenti che consentano di ridurre i consumi senza sottrarre terreno alla produzione alimentare.
L’obiettivo deve essere duplice: contenere i costi delle aziende e tutelare la capacità produttiva dell’agricoltura italiana.
Da Terra Madre il valore della biodiversità
Nell’intervento a RaiNews24 spazio anche a Terra Madre – Salone del Gusto di Torino, dove CIA-Agricoltori Italiani è protagonista del confronto sul futuro dell’agricoltura e sulla biodiversità.
Un patrimonio che non rappresenta soltanto un valore ambientale. Varietà agricole, razze locali, produzioni tradizionali, paesaggi e conoscenze custodite dagli agricoltori costituiscono anche una straordinaria risorsa economica per i territori.
Il messaggio lanciato da CIA è chiaro: non si può chiedere agli agricoltori di custodire la biodiversità senza riconoscere economicamente il lavoro necessario a preservarla.
La tutela dell’ambiente deve quindi procedere insieme alla sostenibilità economica delle imprese.
Difendere il reddito significa difendere il territorio
Caro energia, aumento dei costi di produzione, cambiamenti climatici e volatilità dei mercati stanno mettendo l’agricoltura davanti a sfide sempre più complesse.
Difendere il reddito degli agricoltori significa, però, molto più che sostenere un singolo comparto economico. Significa garantire produzione alimentare, presidio delle aree rurali, tutela del paesaggio e della biodiversità.
Per questo occorrono politiche capaci di accompagnare concretamente le imprese e riconoscere il valore economico, ambientale e sociale dell’agricoltura.
Guarda l’intervento del presidente nazionale CIA Cristiano Fini a RaiNews24:
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