OVICAPRINO, CIA DEL LAZIO: OCCORRONO MISURE CORAGGIOSE.

A rischio un settore che con la sua filiera produce latte e formaggi che vengono esportati in tutto il mondo e che con l’impegno di migliaia di aziende contribuisce all’immagine di “Belpaese” di cui gode l’Italia all’estero.
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Un settore così importante per il Lazio non può continuare ad essere ignorato, così il Presidente della Cia del Lazio – Fabrizio Pini ha commentato gli scarsi risultati della trattativa in corso sulla nuova PAC.

Si tratta di una filiera di prima importanza nel Lazio, ma non solo: Toscana, Sardegna, Umbria vedono nel settore un ruolo di traino economico fondamentale. Ruolo che va a beneficio di tutto il paese perché contribuisce in maniera determinante, con la produzione di prodotti di Qualità certificati DOP e IGP esportati in tutto il mondo, all’immagine del paese anche fuori dei confini nazionali, rendendo di fatto questa filiera, uno dei più importanti “portabandiera” dell’Italia.

Questa filiera ha bisogno di interventi urgenti, visto che l’aumento indiscriminato dei prezzi delle materie prime sta portando i costi di produzione alle stelle, ma anche e soprattutto strutturali: occorrono azioni sinergiche e incisive.

“Abbiamo più volte chiesto alla Regione Lazio” ha detto Pini, di favorire il dialogo tra i vari attori della filiera e la ricerca di possibili soluzioni ai tanti problemi che attanagliano gli allevatori con l’istituzione di un tavolo tecnico permanente, e, come Cia del Lazio, nell’ambito della discussione sulla nuova PAC, abbiamo richiesto la creazione di una nuova OCM per il settore ovicaprino. Su questo – ha proseguito il Presidente della Cia del Lazio – è necessario un deciso e stretto coordinamento tra Regioni immaginando una misura che leghi i premi accoppiati della PAC ad una nuova OCM, puntando sull’aggregazione per razionalizzare ed efficientare l’offerta tramite le organizzazioni dei Produttori (OP).
Inoltre chiediamo che la Regione Lazio si impegni nel confronto in corso tra ministero e Regioni perché il settore sia inserito nel secondo livello dei pagamenti per l’Ecoschema sulla riduzione degli antimicrobici negli allevamenti.

Fabrizio Pini – Presidente della Cia del Lazio

Condividiamo pienamente la proposta, avanzata insieme alle altre regioni interessate, relativa ad una Misura volta a valorizzare e rafforzare un settore che nei confronti dei temi ambientali si trova già molto avanti per la natura della conduzione, mentre non riceve nulla in termini di riconoscimento della sostenibilita’.

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