Zootecnia Laziale: La regione convochi d’urgenza i Tavoli

Il settore già in crisi rischia la spallata finale per l’aumento incontrollato dei costi delle materie prime energetiche e, di conseguenza, di tutto l’indotto.
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La Cia del Lazio ha chiesto un incontro urgente per trovare le giuste soluzioni ad un problema che si palesa ormai in tutto il comparto, dalla zootecnia da carne e latte bovina all’ovicaprino.

“Abbiamo chiesto e sollecitiamo due cose all’assessore – ha detto Fabrizio Pini, Presidente di Cia del Lazio: la convocazione di un tavolo per il settore ovicaprino, che, ormai da tempo registra preoccupanti segnali di disagio a causa dei prezzi fermi da gennaio 2020 a fronte del rincaro delle materie prime energetiche. Aumenti che si riflettono in maniera devastante sulla gestione d’impresa con costi maggiorati anche del 20%. Inoltre sollecitiamo una nuova riunione del tavolo istituzionale del gruppo di lavoro tecnico sul settore latte”.

La Cia del Lazio infatti ha accolto con favore questo strumento messo a disposizione dalla Regione, ritenendolo utile per arrivare a sintesi sui problemi che attanagliano il settore, principalmente legati ad un calo dei consumi del latte fresco che, nel Lazio, costituisce un mercato importantissimo per imprese e famiglie. Mercato che si distingue anche per la bontà del prodotto fresco, sia in termini di pregio che di qualità organolettiche. Il latte fresco, si evidenzia nella nota, dà un contributo importante anche all’ambiente, perché, per le sue intrinseche caratteristiche, è una produzione a filiera corta e a stretto raggio di influenza, contribuendo così a ridurre sensibilmente le emissioni di CO2. Soprattutto rispetto ad altri prodotti che, a lunga conservazione, attraversano la penisola per arrivare sui nostri scaffali.

Il problema dell’aumento dei costi delle materie prime energetiche si riflette negativamente anche sui mercati globali che, in netta ripresa dopo il fermo pandemia, si sono lanciati in una corsa all’accaparramento dei prodotti necessari alla produzione agricola: fertilizzanti, mangimi, ma anche prodotti veterinari e fitosanitari. La difficoltà nel reperire questi prodotti rischia di causare un calo della produzione agricola con ripercussioni negative sugli scaffali, in termini di carenza di prodotti e generi alimentari nonché di loro aumenti incontrollati.

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