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La Cia porta l’agricoltura italiana a “Green Week 2009”

L’agricoltura italiana sbarca a “Green Week 2009” di Bruxelles, principale Conferenza sulla politica ambientale europea che annualmente riunisce oltre 3.500 soggetti appartenenti al mondo imprenditoriale ed accademico, alle istituzioni comunitarie, agli enti pubblici, alle Ong e al settore industriale. E’ stata la Cia-Confederazione italiana agricoltori a rappresentare il mondo agricolo del nostro Paese e a dare il suo contributo nella difficile sfida alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

 

La Conferenza, organizzata dalla Dg Ambiente della Commissione europea e che chiude i battenti oggi dopo una settimana di incontri e di dibattiti articolati in sessioni di lavoro e alla presenza di 60 stand presso l’edificio della Commissione che hanno permesso lo scambio di esperienze e di buone prassi, ha avuto, appunto, come tema il “Cambiamento climatico: agire e adattarsi”, in particolare alla luce della complessa sfida per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e delle possibilità di adattamento ai cambiamenti climatici in corso.

 

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Lavoro e previdenza: nella direzione giusta il nuovo “Avviso Comune”

Sull’intesa la Cia esprime soddisfazione per l’intesa raggiunta tra le parti agricole. Importanti le misure proposte per la riduzione del costo del lavoro. Più semplificazione. Priorità per il contenzioso previdenziale.

 

Soddisfazione viene espresso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per l’”Avviso Comune” sottoscritto ieri notte dalle parti sociali agricole in materia di lavoro e previdenza in agricoltura.

Il primo elemento di valore dell’intesa raggiunta sta, senza dubbio, nella condivisione degli obiettivi e degli strumenti finalizzati a sostenere il settore sia in prospettiva -rispetto ai rapidi e profondi processi di trasformazione dell’agricoltura- sia nell’attuale fase di crisi economica.

 

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La Fao: oltre un miliardo di affamati

La fame nel mondo nel 2009 raggiungerà un livello storico con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione, secondo le nuove stime pubblicate oggi dalla Fao. Questo recente aumento della fame a livello mondiale non è la conseguenza di raccolti non soddisfacenti, ma della crisi economica mondiale che ha ridotto i redditi e aumentato la disoccupazione. Il che ha ulteriormente ridotto le possibilità di accesso al cibo per i poveri, afferma l’agenzia delle Nazioni Unite.  «La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche», ha detto il direttore generale della Fao Jacques Diouf.