Alla Festa interregionale ANP CIA del Centro Italia ad Agnone, il presidente di ANP CIA Lazio Claudio Di Rollo richiama l’attenzione sul futuro dei territori rurali: «Gli agricoltori anziani sono spesso gli ultimi custodi del nostro paesaggio».
Si è conclusa ad Agnone la Festa interregionale dell’ANP CIA del Centro Italia, che nelle giornate del 26 e 27 settembre ha riunito rappresentanti e delegati per affrontare una delle questioni più importanti per il futuro dei territori rurali: lo spopolamento e il progressivo impoverimento delle aree interne.
Dal confronto è emerso un quadro che riguarda in particolare i territori appenninici e rurali, dove alla diminuzione della popolazione si accompagna una progressiva riduzione dei servizi essenziali.
Presidi sanitari, farmacie, sportelli bancari e postali, scuole e trasporto pubblico diventano sempre più difficili da mantenere. Una situazione che, come sottolineato dal presidente di ANP CIA Lazio Claudio Di Rollo, interessa anche le periferie degli agglomerati urbani.
Di Rollo: «Gli investimenti programmati non sono sufficienti»
Per ANP CIA Lazio è necessario un cambio di passo nelle politiche destinate alle aree interne.
«Gli investimenti attualmente programmati per le nostre aree interne sono del tutto insufficienti a invertire questa drammatica tendenza negativa», ha sottolineato Di Rollo.
Non bastano, dunque, interventi temporanei. Secondo il presidente di ANP CIA Lazio occorrono misure strutturali capaci di garantire la permanenza dei servizi essenziali, senza i quali diventa sempre più difficile per cittadini, famiglie e imprese continuare a vivere e lavorare nei piccoli centri.
La perdita dei servizi, infatti, non rappresenta soltanto un problema sociale: rischia di compromettere anche qualsiasi prospettiva di sviluppo economico, agricolo e turistico dei territori.
PAC, l’allarme sui pensionati che continuano a fare agricoltura
Dal confronto di Agnone è arrivata anche una forte preoccupazione per il futuro della Politica Agricola Comune e, in particolare, per l’ipotesi di escludere dai contributi i pensionati che continuano a svolgere attività agricola.
«Se la futura PAC deciderà di togliere i contributi ai pensionati, ancorché agricoltori attivi che continuano a presidiare e curare il territorio, questo non farà che aggravare irreparabilmente il processo di degrado delle aree interne», ha affermato Di Rollo.
Una questione particolarmente importante nei territori caratterizzati da una popolazione agricola anziana, dove proprio questi agricoltori rappresentano spesso un presidio fondamentale contro l’abbandono.
Gli agricoltori anziani custodi del territorio
«Gli agricoltori anziani sono spesso gli ultimi custodi del nostro paesaggio; privarli di questo sostegno significa condannare all’abbandono definitivo ampie fette del nostro patrimonio rurale», ha aggiunto il presidente di ANP CIA Lazio.
Continuare a coltivare un terreno, curare un oliveto, mantenere produttivi piccoli appezzamenti o semplicemente garantire la presenza dell’uomo nelle campagne significa infatti contribuire alla cura del paesaggio e alla salvaguardia del patrimonio rurale.
Per questo ANP CIA ribadisce la necessità di riconoscere il ruolo svolto dai pensionati agricoltori anche nelle future politiche agricole.
Aree interne, un patrimonio da difendere
La sfida riguarda, più in generale, il modello di sviluppo che si vuole costruire per le aree interne.
Territori che rappresentano un patrimonio di biodiversità, cultura e tradizioni e che, secondo ANP CIA, non possono essere considerati territori di serie B.
Garantire servizi, infrastrutture e condizioni economiche adeguate significa permettere alle persone di continuare a vivere nei borghi e alle aziende agricole di mantenere il proprio ruolo economico, sociale e ambientale.
ANP CIA conferma quindi il proprio impegno nella tutela dei pensionati agricoltori e nella salvaguardia delle aree interne, chiedendo politiche capaci di contrastare concretamente lo spopolamento e restituire prospettive di futuro alle comunità rurali.